ANALISI DEL TERRITORIO

Ubicazione e Cenni Storici
Cirò Marina è una cittadina che conta circa 14.000 abitanti ed è situata a nord di Crotone (35 Km circa), in una vasta pianura a ridosso del promontorio di Punta Alice. E’ raggiungibile da Nord tramite la S.S. 106 che collega Taranto a Reggio Calabria e con il tratto ferroviario ionico, da Sud tramite l’A/3, uscita Cosenza, proseguendo poi lungo la S.S. 107 fino al bivio Passovecchio da cui si procede verso Nord sulla S.S. 106 per circa 30 Km.
Cirò Marina ha una superficie di 41,60 Kmq ed occupa il territorio dell’antica Krimisa, una stazione archeologica di una certa importanza, in quanto frequentato sin da età arcaica da quelle popolazioni mixogreche situate tra Sibari e Crotone che la tradizione faceva discendere da Filottete, come dimostrano i numerosi reperti recuperati in loco ( tra i quali spiccano il Santuario di Apollo Aleo e la celebre statuetta d’oro di Apollo con l’arco).
Con il passare dei secoli il territorio fu poco abitato a causa della malaria, per la mancanza d’acqua e per le scorrerie saracene. Rimase a lungo contrada periferica e marittima di Cirò – situata a NE, a 351 m sulle propaggini orientali della Sila – e quindi località balneare e centro di attività economiche legate alla pesca e all’allevamento.
Lo sviluppo vero e proprio di Cirò Marina e quindi la sua autonomia amministrativa ed economica decollò nel secondo dopoguerra, quando si assistette allo sviluppo urbanistico, a volte caotico, dovuto alle rimesse degli emigrati, alle nuove imprese produttive sorte in loco, al crescente numero delle famiglie che decisero di stabilirsi definitivamente in un’area, dal punto di vista economico e infrastrutturale, più consona alla ripresa degli anni ’60.

Il tessuto socio-economico
La nuova capacità imprenditoriale ha dato vigore all’economia locale con la produzione del “Cirò D.O.C.”, un vino pregiato, noto ed esportato in tutto il mondo, così come si è dato impulso all’organizzazione della pesca industriale, al sorgere di imprese edili, ad un Complesso industriale adibito alla lavorazione del sale e, in misura sempre più crescente, al settore turistico. Una discreta consistenza hanno anche la coltivazione dell’ulivo e il commercio inerente ai prodotti tipici locali. Ma il processo di sviluppo economico-sociale è stato ed è tuttora difficile e non fortemente incisivo.
Cirò Marina, come tutti gli altri centri del Meridione, ha conosciuto un considerevole fenomeno di emigrazione, diretto non solo nei Paesi europei ma anche oltre oceano. Dagli anni ’80 in poi il fenomeno si è ridimensionato. Oggi chi emigra si reca per lo più nell’Italia del nord o in quei paesi d’Europa dove altri conterranei lavorano in proprio e possono garantire l’inserimento nel mondo del lavoro ai nuovi arrivati.
E’ in parte cambiata anche la tipologia delle risorse spendibili, quelle intellettuali e professionali ad esempio e il settore impiegatizio in cui si cerca l’inserimento. Nello stesso tempo, a Cirò Marina si assiste da anni all’arrivo di immigrati extracomunitari che diventano purtroppo manodopera a buon mercato inserendosi nel tessuto produttivo cittadino con lavori saltuari o stagionali, comunque legati al settore agricolo-artigianale, all’edilizia, all’assistenza domiciliare. Tutto ciò conferisce alla cittadina una connotazione multietnica e pluralistica sul piano delle dinamiche sociali.
Preoccupante rimane la disoccupazione giovanile che interessa il 48% circa della popolazione compresa tra i 16 e i 30 anni; tuttavia, grazie ai cosiddetti “prestiti d’onore”, che hanno consentito il sorgere di alcune forme di imprenditoria e alle nuove forme di reclutamento di mano d’opera giovanile, il livello di disoccupazione si è in qualche modo ridimensionato.
E’ considerevolmente cresciuto il livello culturale, lo stile di vita dei cittadini, così come la loro partecipazione agli appuntamenti politici locali e nazionali che hanno dato vita ad una “coscienza del sociale” sempre più attenta e consapevole. Se da un lato persistono forme di disgregazione e di emarginazione dovute alla diffusione della droga o a retaggi di tipo mafioso, dall’altra si assiste al crescente impegno di numerose Associazioni di Volontariato, di Società Sportive e Centri di aggregazione giovanile che contribuiscono alla crescita sociale e culturale delle nuove generazioni.

Cultura e Formazione
Come si è già accennato, nella dinamica sociale cittadina è in crescita costante la cura della formazione dei giovani, intesa sia come accrescimento culturale, sia come benessere psicofisico e mentale e, non ultimo, come acquisizione di nuove risorse spendibili nel mondo del lavoro.
Le strutture pubbliche e private cercano di adeguarsi alle nuove esigenze, altre sono sorte per tutelare il patrimonio storico-culturale ed ambientale, tra questi: il Museo Civico, il Palazzetto dello Sport, il entro Polivalente Alikia.
Sul Territorio sono presenti, oltre al nostro Istituto Comprensivo, l’Istituto Comprensivo N. 2, l’Istituto Tecnico “Gangale” con quattro indirizzi professionali (Commerciale- Geometra – Agrario – Turistico), alcuni Istituti Privati ( Scuole Materne- Odontotecnico – Liceo Musicale “Vivaldi”).
Le famiglie partecipano in misura sempre più crescente alla formazione culturale dei figli e molte sono impegnate a sostenere forme di pendolarismo verso Scuole pubbliche o private del Comprensorio, anche per attività ricreative, sportive, artistiche di vario genere.
E’ inoltre sempre più consistente la presenza di immigrati stranieri, provenienti da paesi comunitari e non solo, che cercano di inserirsi nel tessuto sociale cittadino, i nuclei più stabili infatti esercitano attività lavorative tipiche del territorio (edilizia, agricoltura, commercio) e i loro figli frequentano le scuole della città, in cui si attua da tempo un processo di formazione interculturale basato sui principi dell’accoglienza e delle pari opportunità per tutti gli alunni.
In un contesto complesso, variegato e in continua evoluzione – quale la realtà sociale in cui opera – l’Istituto Comprensivo N. 1 non solo non abdica al proprio ruolo primario di socializzazione e di formazione, ma pone maggiore impegno nell’organizzare il proprio lavoro, consapevole della posizione centrale e prioritaria che è tenuto ad assumere sul Territorio.