COMUNICAZIONE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO REGGENTE PROF.SSA DONATELLA CALVO

Stamattina, durante la manifestazione organizzata per la consegna del Premio Bontà, appuntamento più che decennale della scuola secondaria di I Grado “Don Bosco” e che rinnova ogni anno il ricordo della  cara prof.ssa Lucia Aloisio, è accaduto un episodio che ha turbato profondamente il senso dell’evento e la sua ottimale riuscita.

Sono molto rammaricata  e, nel contempo, decisamente contrariata dalle forme di protesta che ho visto inscenare anche dietro le quinte.
Voglio ricordare a tutti che la scuola è un’agenzia educativa, una comunità educante, un’istituzione pubblica che ha a cuore la crescita sociale, morale e culturale dei nostri ragazzi. Non è il palcoscenico di Sanremo né un talent show .
Gli spettacoli di fine anno sono concepiti – e tali devono rimanere- come un momento gioioso in cui scuola e famiglia stanno insieme per gratificare il lavoro svolto dai ragazzi, in un clima di solidarietà e comprensione.
Non ci deve essere posto a scuola per competizioni meschine, rivalità e dispetti.
Quanto accaduto mi induce, invece a pensare, che nella protesta di stamani, causata dall’interruzione di un balletto ( le cui ragioni approfondirò),  tutto c’era  meno che la collaborazione scuola-famiglia, il rispetto reciproco, la consapevolezza del significato autentico dell’evento. Eravamo riuniti per premiare un’alunna segnalata per la sua generosità e per quelle caratteristiche umane e comportamentali che ne fanno una ragazza “speciale”, mossa dall’empatia verso gli altri e capace di agire con bontà d’animo verso tutti.
Questo premio era la sostanza dell’evento, non altro. A questo dovevamo prestare attenzione, non ad esibizioni fini a se stesse e capaci di originare malintesi.
Sicuramente qualcosa non è andata bene nell’organizzazione della mattinata e di questo, come Dirigente Scolastico reggente, mi scuso con tutti. Anche, e soprattutto, con le ragazze che hanno dovuto interrompere l’esibizione e ne hanno ricavato un forte senso di frustrazione.
A loro va la mia comprensione.
Non posso e non devo, però, comprendere  e scusare il comportamento di molti adulti irrispettosi dell’istituzione  che rappresento e che hanno scambiato la scuola per un luogo in cui ogni intemperanza è tollerata.
Chiamo tutti- operatori scolastici, genitori, docenti – al senso di responsabilità e al dovere di rendere la scuola un luogo di apprendimento, di formazione e di cultura.
L’esempio degli adulti per i nostri ragazzi è tutto. Non lo dimentichiamo mai.
Il Dirigente Scolastico Reggente
Prof.ssa Donatella Calvo

Potrebbero interessarti anche...